È iniziata la settimana più calorica dell’anno: Carnevale. Il momento in cui grandi e piccini possono abbattere ogni freno inibitore e “darci dentro” non soltanto con coriandoli e stelle filanti colorate, ma anche a tavola!
- GRASSO… A CHI?!
- A CARNEVALE OGNI CARNE…VALE?!
- MARTEDI GRASSO E SAZIO: I NOSTRI CONSIGLI;
- DIETA? SI… MA SOLO A CHIACCHIERE!
GRASSO… A CHI?!
Martedì Grasso… Ma perché si chiama così?
Parliamoci chiaro: che sia un martedì “grassoccio” è il minimo, con tutte le delizie che si possono gustare in questo periodo.
Allora: il Martedì Grasso conclude la settimana dei sette giorni grassi di carnevale, e precede il Mercoledì delle Ceneri che segna l’inizio della Quaresima, ovvero i quaranta giorni dedicati al digiuno, alla penitenza e alla preghiera che precedono la Pasqua.
Insomma, è come se il Martedì Grasso fosse la divisione tra la terra dell’abbondanza del carnevale, con dolci tipicamente fritti e tavole imbandite, e la terra arida della Quaresima in cui anche solo l’idea della carne è come un’oasi nel deserto.
E a proposito di carne…

A CARNEVALE OGNI CARNE…VALE?!
Secondo la cultura tradizionale, il Martedì Grasso è quel giorno che sancisce la fine del “piacere” e degli sfizi a tavola, e rappresenta quindi l’exploit, la vetta della montagna degli “sgarri”! In quest’ottica, il Martedì Grasso è quindi l’occasione per consumare tutti i cibi succulenti rimasti in casa, tra cui la carne, considerata anticamente un alimento lussuoso. Ma quale carne “vale” di più secondo questa tradizione?
Se in Francia si celebra “il tempo delle mele”, qui abbiamo “il tempo del maiale”, un evento culinario che fa già ridere così. Il periodo infatti che inizia dal 13 dicembre, il giorno di Santa Lucia, e si protrae per tutto il mese di gennaio, è tradizionalmente considerato il tempo perfetto per la lavorazione delle carni di maiale e la produzione dei primi salumi. Questo perché gennaio è il mese giusto in quanto comprende i fenomeni ideali per l’ottenimento della massima qualità: il clima freddo, un certo grado di umidità e pure un po’ di nebbia.
Ecco quindi che il maiale, in questo periodo, diventa il re delle tavole invernali ed elemento simbolo di abbondanza.
MARTEDI GRASSO E SAZIO: I NOSTRI CONSIGLI
Durante il Carnevale, abbiamo la scusa perfetta per concederci una scorta infinita di zuccheri e dolci. Ma non dimentichiamoci dei piatti salati che rendono i nostri pranzi familiari ancora più deliziosi e soddisfacenti! Come abbiamo anticipato il “grasso” del Carnevale è collegato soprattutto al fritto e al maiale. A partire da dicembre iniziava il “periodo del maiale” e si sa…del maiale, per tradizione, non si butta via niente, nemmeno il grasso. E proprio nel periodo di Carnevale si era soliti finire questo grasso, lo strutto, utilizzandolo per la frittura anche dei dolci. Lo sapevi? Ed è così che nasce il “grasso” del Carnevale!
Quindi nella cultura e nell’economia contadina il maiale è da sempre simbolo di abbondanza, e per la tradizione abruzzese contadina il maiale era quasi una divinità; dalla buona riuscita delle sue carni, infatti, dipendeva la sopravvivenza dell’intera comunità.
Quindi, senza ulteriori indugi, vi presentiamo alcune prelibatezze dal nostro menu dell’ “Osteria da Giorgione – i sapori della Tradizione” per ispirare il vostro menù “Grasso” con ingredienti gustosi e saporiti che ti permetteranno di portare in tavola l’allegria della festa!
Se siete tradizionalisti come noi, non potete non inserire nel vostro menù le mitiche pizze fritte come antipasto! Una pura bontà!
Noi le nostre pizze fritte, saporite e leggere, nella nostra Osteria le abbiniamo con un prosciutto IGP semidolce e stagionato del salumificio di Amatrice!
Ma veniamo ai primi piatti: L’Abruzzo è sempre stata una regione dal forte spirito identitario e la sua cucina è strettamente legata alla pastorizia e al territorio. Un esempio è la nostra MEZZE MANICHE ALLA PECORARA!
Pasta trafilata in bronzo della Molisana, freschissima e cremosa ricotta a km zero, guanciale (noi utilizziamo il guanciale premiato come il n.1 in Italia) e pecorino stagionato 36 mesi! Che dire… un primo piatto che è un’esplosione di sapori che omaggia a pieno la tradizione e sembra essere perfetto per l’occasione! Questo piatto infatti viene ricondotto al pranzo tipico di carbonai che avevano bisogno di mangiare piatti sostanziosi per affrontare il lavoro. E il digiuno in vista della Quaresima non vi suona faticoso? Che poi, carbonai, guanciale, pecorino…Chissà che la carbonara non sia derivata proprio da questo piatto. E a proposito di carbonara… la nostra prossima proposta è proprio lei!
Un piatto sempre buono, gustoso e intenso…per la nostra CARBONARA noi NON SCHERZIAMO MAI, neanche a Carnevale! Utilizziamo uova (freschissime provenienti da galline allevate a terra nelle nostre zone), pecorino stagionato 36 mesi e guanciale (sempre il guanciale migliore d’Italia)!
Vi è rimasto un po’ di spazio per un dolce? Beh, qui ti lasciamo una lista di dolci di Carnevale abruzzesi da leccarsi i baffi.

DIETA? SI… MA SOLO A CHIACCHIERE!
CHIACCHIERE O FRAPPE
Immagina uno strato sottile e croccante di pasta fritta, delicatamente ricoperto da uno zucchero a velo che brilla come la neve fresca sui monti abruzzesi. Le chiacchiere, o frappe, sono dolcetti leggeri come una carezza e fragili come il vento che soffia tra le valli, portando con sé l’odore di festa e allegria.
Sapevate che le loro antenate sono le frictilia? Venivano preparate per le ricorrenze degli antichi romani e indovinate un pò? fritte nel grasso di maiale.
Ma ora basta Chiacchiere! Correte a mangiare!
CASTAGNOLE
Ti abbiamo colto in castagna! Anzi in castagnola… Ma va bene, a Carnevale è letteralmente impossibile resistere! E poi, perché farlo? Per la palestra c’è sempre tempo! Soprattutto quando si parla di castagnole: piccole delizie tonde che fanno venire l’acquolina in bocca solo a sentirne il nome! Questi piccoli dolcetti sono come pepite di felicità che si sciolgono in bocca, portando con sé il gusto autentico della tradizione culinaria abruzzese.
Immagina una nuvola di morbidezza, dolcemente impastata con farina, zucchero e uova fresche, arricchita con una spruzzata di buccia di limone che rende ogni morso un’esplosione di freschezza e profumo. Poi, per dare quel tocco finale, le castagnole abruzzesi vengono arrotondate e fritte fino a diventare croccanti fuori e soffici dentro.
CICERCHIATA
E che dire della Cicerchiata? Questa dolce corona dorata vi conquisterà con le sue piccole palline fritte, unite insieme da un dolce miele caramellato e guarnite con mandorle e confettini colorati. Ogni morso è un’esplosione di consistenze e sapori che si fondono alla perfezione. E non preoccupatevi se diventerete appiccicosi, ne varrà sicuramente la pena!
La cicerchiata abruzzese non è solo una bomba per il palato, ma anche un tesoro di tradizioni che sepolte risalgono a quando i dinosauri dominavano la Terra. Eh no, scherziamo, ma comunque parliamo di tempi antichi, quando preparavano questa prelibatezza per festeggiare matrimoni e banchetti. Ed è proprio questo spirito di generosità e ospitalità che rende gli abruzzesi famosi in quanto a condivisione del cibo. Sapevatelo, se andate in visita da loro non uscirà nessuno senza avere assaggiato la cicerchiata!





